Warhammer 40k è il male?
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Da quando ho cominciato questa avventura nei wargame - da ormai quasi un anno - c’è un argomento che salta sempre fuori, immancabilmente, nelle conversazioni del gruppo che frequento: Warhammer 40k.
Nei mille discorsi su giochi di cui ho a malapena sentito parlare o letto, salta quasi sempre fuori Games Workshop, insomma il Male incarnato, e la sua creazione più famosa e controversa, Warhammer 40k.
Ora, da quanto ho capito e visto, Games Workshop spreme ogni tallero dai giocatori, di fatto obbligandoli ogni tot anni all’acquisto di nuove miniature, spesso dal prezzo esorbitante, solo per poter restare competitivi. L’ultima edizione, l’undicesima, arriva tre anni esatti dopo la decima, e in effetti posso capire la frustrazione di chi ha speso centinaia di euro in pupazzetti e regolamenti per poi trovarsi con pile di plastica inutile dopo tre anni.

Tuttavia, non tutti i modelli della decima edizione sono inutilizzabili con il regolamento dell’undicesima, e il meccanismo di rotazione è piuttosto comune a tutti i giochi, che siano di miniature o videogame, perché mantenere bilanciata la cosiddetta meta negli anni diventa sempre più arduo al crescere delle fazioni e delle unità disponibili. E, in ogni caso, per tenere viva una casa editrice, bisogna anche pensare al business, no?
L’altra critica mossa dai miei amici di dado a 40k è sulle meccaniche di gioco, da loro considerate troppo semplicistiche. Questo però rientra perfettamente nella definizione di mainstream; d’altra parte, ci sarà un motivo per cui è il gioco di miniature più diffuso e giocato al mondo, no? Rispetto a giochi di nicchia in cui per potere avere una speranza di vittoria bisogna ricordarsi tutte le abilità di tutte le unità di tutte le fazioni che neanche Oppenheimer, mi sembra più palatabile.

Tutto ciò, per me, non è un deterrente a provare 40k, anzi: mi incuriosisce un gioco la cui community è enorme, con dei modelli accattivanti e tonnellate di lore. Un gioco che difficilmente finirà nel dimenticatoio dopo che avrò completato il primo esercito. Uno che potrei giocare con persone a caso semplicemente entrando in una ludoteca, se un domani il gruppo attuale dovesse cambiare giochi o attitudini.
Quello che mi spaventa è il list building, con decine di fazioni e detachments e centinaia di unità, ma visto che non farò mai gioco competitivo, lo vedo come un problema minore.
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